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DIVERTIMENTO ENSEMBLE AL TEATRO COLÓN DI BUENOS AIRES
RAPPRESENTA LA MUSICA ITALIANA, MODERNA E CONTEMPORANEA,
NELL’AMBITO DI DIVINA ITALIA

Il Teatro Colón, l’Ambasciata d’Italia a Buenos Aires e l’Istituto Italiano di Cultura di Buenos Aires presentano, nell’ambito del ciclo Divina Italia, tre concerti con opere di compositori italiani contemporanei con la direzione di Sandro Gorli.
Durante la Stagione 2023 e il primo semestre del 2024, il ciclo Divina Italia ripercorrerà il grande patrimonio dell’arte musicale italiano assieme ai nuovi classici, le tendenze compositive più attuali e il lavoro di alcuni dei grandi direttori di scena e coreografi di oggi. In questo modo si celebra e rafforza la tradizione del Teatro Colón di ospitare, da sempre, artisti italiani che, con il loro talento e la loro creatività, hanno contribuito da sempre a forgiare l’identità della prestigiosa sala.
La produzione del ciclo è a cura di Elisabetta Riva.

Altre info:
https://iicbuenosaires.esteri.it/iic_buenosaires/it/gli_eventi/calendario/2023/09/divina-italia-contemporaneo-divertimento.html


PRESENTAZIONE DEL PROGETTO
A cura di Sandro Gorli

L’invito a presentare a Buenos Aires in tre concerti la musica italiana contemporanea, le sue tendenze più innovative ma anche le sue radici nel secondo Novecento, mi ha da una parte lusingato e dall’altra reso molto felice di portare al pubblico argentino una musica che per tante ragioni conosco molto bene e amo particolarmente.

I tre programmi che Divertimento Ensemble presenta sono assai diversi l’uno dall’altro, connotati dalla presenza di compositori appartenenti a momenti diversi della recente storia musicale italiana. In uno dei tre concerti troviamo compositori nati nella prima metà del secolo scorso, un concerto che potremmo definire “storico”; in un altro abbiamo compositori delle due generazioni immediatamente successive, in un altro ancora compositori più giovani. Con una sola eccezione, i compositori di questi due ultimi programmi sono viventi e molto attivi in questi anni; il primo e il secondo concerto presentano due brevi ritratti ciascuno, quasi due monografie; il terzo è invece una piccola antologia che raccoglie tendenze ed estetiche molto differenti.

Avrei potuto “comporre” numerosi altri programmi corrispondenti alla descrizione appena fatta, con nomi completamente diversi. Berio e Donatoni non sono gli unici grandi compositori italiani nati nella prima metà del Novecento che hanno lasciato tracce nelle generazioni successive: a fatica ho escluso Scelsi, Nono, Maderna, e forse il meno noto ma più di tutti altissimo poeta Castiglioni.

La mia scelta è frutto non soltanto delle affinità mie e di Divertimento Ensemble con i compositori che ascolterete, ma anche del desiderio di offrire al pubblico un ampio ventaglio degli indirizzi, delle ricerche e sperimentazioni intrapresi dalla musica italiana nell’ultimo secolo, senza tuttavia tradire una coerenza di fondo con le posizioni estetiche su cui si fonda la nostra attività.

Le Sequenze per strumento solo di Berio accompagnano l’intera attività creativa del compositore: la prima, per flauto è del 1958 e l’ultima, la XIV, per violoncello, è del 2002. Costituiscono sia un momento di riposo fra lavori di maggior impegno, sia occasioni di indagine e sperimentazione sul singolo strumento che lasciano sempre nuove tracce sulla tecnica compositiva dell’autore. Qui presentiamo le tre Sequenze per strumenti ad arco.

Anche i tre pezzi di Donatoni che costituiscono la seconda parte del concerto che abbiamo definito “storico” coprono un ampio arco compositivo dell’autore e rappresentano tre diversi periodi della sua attività. Etwas Ruhiger im Ausdruck è uno dei pezzi più emblematici del periodo di negazione dell’”io creativo” in favore di uno sviluppo “autonomo” del materiale: il compositore rinuncia all’atto creativo limitandosi ad evidenziare, ridondandole, le relazioni fra i suoni. Lumen è il primo pezzo di un grande cambiamento; il titolo stesso indica una nuova luce su un nuovo orizzonte creativo di cui Arpège è uno dei migliori risultati.

I due compositori presentati nel secondo concerto “monografico” appartengono, come detto, alle due generazioni successive: Fedele ha studiato anche con Donatoni (non solo) e ne ha seguito il percorso come docente all’Accademia di Santa Cecilia a Roma. Lanza, veneziano, appartiene alla prima generazione di compositori che sempre più spesso scelgono altri paesi per terminare i propri studi e iniziare la propria attività professionale.

Un tratto che accomuna i cinque compositori del concerto “antologico”, ma direi la maggior parte dei compositori d’oggi di ogni parte del mondo, è l’interesse per la ricerca di nuovi suoni sia attraverso l’uso dell’elettronica sia attraverso l’indagine sempre più radicale su nuove modalità esecutive.

 

PROGRAMMA

TEATRO COLÓN, Sala CETC, Cerrito 628
22, 23 e 24 settembre 2023

CONCERTO 1. 22 settembre
Clara Iannotta, D’aprés per ensemble
Marco Momi, Iconica IV per ensemble ed elettronica
Maria Vincenza Cabizza, 29 settembre 1940 per ensemble ed elettronica
Fausto Romitelli, La sabbia del tempo per ensemble (con tastiera elettronica)
Daniela Terranova, Blue over Blue per ensemble
Divertimento Ensemble
Sandro Gorli, direttore


CONCERTO 2. 23 settembre
Luciano Berio

Sequenza n. 6
per viola
Solista Daniele Valabrega

Sequenza n. 8 per violino
Solista Lorenzo Gorli

Sequenza n. 14 per violoncello
Solista Martina Rudic

Franco Donatoni
Etwas Ruhiger im Ausdruck per ensemble
Lumen per ensemble
Arpège per ensemble

Divertimento Ensemble
Sandro Gorli, direttore

 

CONCERTO 3. 24 settembre

Ivan Fedele
Immagini da Escher per ensemble
Études Boréales per pianoforte

Mauro Lanza
The skin of the onion per ensemble
Tutto ciò che è solido si dissolve nell’aria per ensemble

Divertimento Ensemble
Sandro Gorli, direttore

Biglietti in vendita presso la biglietteria del Teatro Colón,
Tucumán 1171 dalle 9 alle 17 o nel sito http://www.teatrocolon.org.ar